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domenica 24 luglio 2016

Attualità venerdì 25 marzo 2016 ore 14:56

Le incertezze frenano la ripresa

Il quadro, per Siena e provincia su negozi al dettaglio e sul turismo, emerge dalle variazioni più recenti del Registro imprese della Confesercenti

VALDICHIANA — Secondo il Registro imprese della Confesercenti, il tessuto imprenditoriale italiano continua a perdere colpi nel commercio al dettaglio e nella ricettività e il territorio senese non fa eccezione.

Come spiega Confesercenti, la frenata maggiore è stata registrata nel settore non alimentare. Più controverso risulta essere il quadro degli esercizi al dettaglio, i saldi degli esercizi alimentari del capoluogo sono positivi, hanno, infatti, fatto registrare un +5,5 su base annua, + 1,1 negli ultimi due mesi, in misura più pronunciata della media regionale ( 0,3 e 1,2). In provincia la dinamica 2015 (+0,9) superiore alla media è stata rintuzzata ad inizio 2016 (-2). Il numero di esercizi non alimentari è invece più statico nel capoluogo (+0,5 su base annua, -0,2 nell’ultimo bimestre); in calo più evidente nel resto del territorio (-0,9 e -0,5) in linea con la tendenza regionale.

Per quanto riguarda alloggi e ristoranti, Confesercenti dice che nei primi due mesi dell’anno in Italia sono sparite 9mila imprese al dettaglio e 5mila aziende di alloggio e ristorazione. Osservando Siena e provincia, nel confronto sui dodici mesi, il comparto dell’accoglienza (strutture ricettive e pubblici esercizi) evidenzia un incremento di imprese registrate (+1,2 % in provincia, + 2 a Siena) minore del resto della Toscana (+3,9), e la generale contrazione degli ultimi due mesi nel nostro territorio è ancora più accentuata (-0,4), al punto che tra gennaio e febbraio di quest’anno in questo comparto sono state registrate solo 2 nuove imprese nel capoluogo, e appena altre 9 nei dintorni.

L’e-commerce invece arranca, prendendo singole dinamiche si registrano, in alcuni specifici settori come ad esempio gli intermediari del commercio, una crescita costante in misura maggiore che nel resto della Toscana, all’opposto di ciò che avviene in provincia. Sia capoluogo che territorio evidenziano nell’ultimo bimestre una contrazione delle imprese attive nel commercio elettronico, dopo dodici mesi di incremento a ritmo superiore alla media regionale (+11,1 e + 16,1).

“Emergono segnali chiari per chi governa il territorio – osserva Carlo Conforti, presidente provinciale di Confesercenti – le componenti più diffuse del terziario hanno bisogno di rilancio e di tutele. La Regione Toscana ha praticamente azzerato gli investimenti verso questo tipo di imprese: è tempo di rivedere fortemente queste scelte. Poi c’è il fenomeno della concorrenza ombra: home restaurant senza partita iva, posti letto non censiti, sagre e somministrazioni amatoriali. Si fa finta di non vedere, ma tutte insieme queste componenti provocano un danno crescente per chi opera alla luce del sole, e quindi per l’economia reale. E’ impossibile ragionare di prospettive e di sviluppo ignorando questo stato di cose”.

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