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martedì 21 novembre 2017

Attualità lunedì 15 maggio 2017 ore 15:32

‘Fratta connessa a Nottola’, sindacati preoccupati

I sindacati Cgil, Cisl, Uil della Valdichiana esprimono un giudizio negativo sulla riduzione di risorse economiche per la sanità prevista dal Governo

VALDICHIANA — I sindacati Cgil, Cisl, Uil della Valdichiana esprimono un giudizio negativo sulla riduzione di risorse economiche che il Governo nella legge di stabilità 2017 ha operato nei confronti del sistema sanitario nazionale, rispetto a quanto previsto nel patto per la salute, a suo tempo sottoscritto da Governo e Regioni.

A tal proposito i sindacati sollecitano attenzione nei confronti del processo di riordino del sistema sanitario regionale, attualmente in fase di realizzazione, perché è importante monitorare i vari passaggi, soprattutto quelli che riguardano l’assetto dei servizi socio–sanitari territoriali.

In merito al presidio ospedaliero del La Fratta e ai servizi socio-sanitari territoriali, le suddette organizzazioni sindacali ritengono necessario focalizzare l’attenzione nei seguenti punti: “ Preso atto delle novità introdotte nella già citata legge di riordino del sistema sanitario regionale, è stata adottata una nuova articolazione dei Presidi Ospedalieri della stessa Azienda Sud Est Toscana e che in base a tale delibera l'Ospedale Valdichiana S. Margherita (La Fratta) – Cortona è stato inserito nel Presidio Ospedaliero “Valdichiana e Amiata Senese”, determinando, di fatto, una connessione con l'Ospedale di Nottola: è essenziale che da parte della ASL venga fatta la massima chiarezza sul ruolo e le funzioni dell'ospedale unico di zona della Valdichiana Aretina. Dire che l'ospedale della Fratta non chiude è positivo, ma non sufficiente. Perchè in futuro l'Ospedale non chiuda, è necessario rafforzare l'attività chirurgica, garantendo condizioni di massima sicurezza, è essenziale verificare come l'unità operativa di medicina continuerà a garantire un livello quantitativo e qualitativo adeguato ai bisogni di salute del territorio. Infine, disogna fare chiarezza sul Pronto Soccorso: occorre sapere se quello che esiste presso l'ospedale S. Margherita della Fratta, ha ed avrà, anche in futuro, le caratteristiche per essere definito tale”.

Poi le sigle sindali vanno avanti dicendo: “Il piano straordinario attivato dalla Regione Toscana al fine di contenere le liste di attesa per la diagnostica e le visite specialistiche, supportato da un investimento di 10 milioni di euro, non ha prodotto i risultati sperati, evidentemente la politica dei soli incentivi monetari non funziona. Per questo si rende necessaria la rapida approvazione di atti e procedure che consentano di massimizzare l’utilizzo delle tecnologie e degli strumenti diagnostici, se necessario, modificando e ampliando l’orario di attività della stessa diagnostica strumentale, cosa che, a quanto pare, è già stata sperimentata, con risultati positivi, in altre parti d’Italia”.

“In merito al tema della non autosufficienza, occorre riconoscere l’impegno profuso dalla Regione Toscana in questi ultimi anni, anche investendo ingenti risorse economiche. Tale impegno ha consentito di sviluppare e finanziare progetti individualizzati di assistenza domiciliare integrata, di contribuire alla regolarizzazione contrattuale delle badanti ecc. Oggi però lo scenario si è ulteriormente modificato: il fenomeno della non autosufficienza è in crescita: Molte famiglie si trovano da sole ad affrontare situazioni difficili e complesse, in quanto non più coperte dagli interventi legati al progetto non autosufficienza. Per questi motivi, risulta opportuno prendere in considerazione la possibilità di aumentare le quote sanitarie nelle Residenze Sanitarie Assistite. Inoltre, emergono molti dubbi e perplessità sulla recente normativa emanata dalla Regione Toscana sulla libera scelta per la gestione e per gli accessi nelle strutture per non autosufficienti. Per tale motivo è necessario prevedere strumenti di controllo sulla qualità delle prestazioni erogate nelle RSA accreditate” – dicono i sindacati.

Infine in merito al tema delle cure primarie, pur prendendo atto che in Valdichiana sono stati fatti passi in avanti importanti: “Case della Salute di Castiglion Fiorentino, di Foiano, di Camucia e Cortona già attivate; è necessario realizzare un ulteriore salto di qualità, altrimenti il rischio è che le Case della Salute si rivelino semplici aggregazioni di studi medici. Se vogliamo che tali strutture diventino il luogo della medicina d’iniziativa, di gestione del Chronic Care Model, di presa in carico del paziente, è necessario un diverso approccio culturale. Bisogna che i medici di medicina generale interagiscano più tra di loro e con i medici specialisti, che intensifichino il loro rapporto con la domiciliarità, con le strutture per le cure intermedie (Ospedale di Comunità) e con quelle assistenziali (RSA). Un primo passo in avanti potrebbe essere quello di attivare il progetto “Dove si prescrive si prenota”. Per tali ragioni, serve un impegno forte della Conferenza dei Sindaci e della ASL per completare la realizzare del progetto Case della Salute”.

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