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martedì 21 novembre 2017

Attualità lunedì 10 aprile 2017 ore 17:39

Rosy Bindi dopo 27 anni lascia la politica

In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, l’attuale presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi ha dichiarato di lasciare la politica

SINALUNGA — Rosy Bindi ha annunciato, tramite Il Fatto Quotidiano, che a 66 anni e dopo 27 anni da parlamentare, con due poltrone da ministro conquistate, a fine legislatura finirà il suo impegno politico.

"Ho lavorato in questo Palazzo per 23 anni, e prima ancora altri cinque a Strasburgo. La passione mi ha tenuta viva e integra. Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde. Finita questa legislatura lascerò il campo" – così Rosy Bindi spiega le ragioni del suo abbandono.

Rosy Bindi poi ha aggiunto che una volta lasciata la politica tornerà a dedicarsi al suo vecchio amore per la teologia e ai viaggi, ma non si ritirerà a vita privata, "c'è un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative". Impegnata nella commissione Antimafia la Bindi, da sempre antirenziana, è rimasta fuori dal dibattito politico più acceso degli ultimi mesi, ma a Il Fatto si dice più vicina ad Orlando nella corsa alla segreteria del Partito democratico.

Riguardo al Pd ha detto: "Ho lasciato una casa incompiuta e ora la ritrovo un po' diroccata. Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell'uomo solo al comando. Se riprende quella strada, forse avrà vita".

Infine Bindi racconta che l’unico leader da seguire è Papa Francesco, mentre dei 5 stelle dice “sanno convincere la gente. Il Pd non può accontentarsi della mera resistenza ai 5 stelle. I grillini sanno organizzare la domanda della gente, immersa dentro una crisi senza fine, ma non riescono a dare risposte plausibili. Quando si trovano a governare mostrano l`approssimazione di chi non ha una cultura politica. I loro eletti non fanno parte di una comunità, non hanno linguaggi e idee condivise. Sono frutto di storie personali: di destra e di sinistra, di cattolici e di ambientalisti".

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