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lunedì 30 maggio 2016

Attualità mercoledì 17 febbraio 2016 ore 16:31

Il Nobile è sempre di donna

Il vino Nobile non è solo giovane ma anche firmato da donne, sempre di più infatti le figure professionali in quota rosa impiegate nel mondo del vino

MONTEPULCIANO — Sono 16 su 75 aziende associate al Consorzio, quelle condotte da donne e 11 quelle cointestate, per un totale di 27 imprese vitivinicole, pari al 36% del totale, che hanno alla direzione una donna. La quota più importante della figura femminile si trova nelle aree commerciali e marketing: in questo caso sono 25 le aziende che hanno delegato a una donna questi ruoli, vale a dire il 33% delle aziende vitivinicole di Montepulciano. Più bassa, ma in crescita, la quota rosa degli enologi. Sono sette le cantine che hanno un enologo donna (il 9% del totale). Considerando anche gli impiegati in generale, tra ufficio e lavoro di cantina e in vigna, oltre il 40% è declinato al femminile.

Numeri importanti, soprattutto se messi a confronto con il passato; rispetto a dieci anni fa la presenza della donna alla guida di una azienda di Vino Nobile è cresciuta del 15%, di oltre il 50% se si fa riferimento al 1980, anno nel quale è uscita la prima fascetta Docg, conservata proprio a Montepulciano. Anche per quanto riguarda le cariche istituzionali, all’interno del Consorzio il dato è significativo. Per vedere la prima produttrice in un Consiglio di amministrazione si deve aspettare il 1971, mentre per alcuni anni è stata una donna a coordinare le attività consortili.

«Il Consorzio del Vino Nobile non ha avuto bisogno di una legge per incrementare il peso delle donne nel proprio CdA – commenta Miriam Caporali, produttrice da due mandati nel consiglio del Consorzio e presidente della Commissione Promozione stessa – rispetto all’ultimo mandato siamo attualmente in tre donne, ma il numero è sicuramente destinato a salire in maniera naturale vista la sempre maggiore presenza di imprese rosa nella nostra denominazione».

“Riguardo alla proposta di emendamento della On. Mongiello resta un po’ di perplessità da parte nostra, intanto per non aver coinvolto i diretti interessati, ovvero i consorzi, nel formulare questo testo – spiega il Coordinatore del Consorzio del Vino Nobile, Paolo Solini – ma soprattutto riteniamo che non è imponendo percentuali di genere nei CdA dei consorzi che si afferma la presenza delle donne nel mondo del vino, settore dove per altro la donna è fortemente attiva da tempo».

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