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giovedì 25 agosto 2016

Cultura sabato 19 marzo 2016 ore 09:00

Tre Stati e sei musei per i Maestri di scrittura

Foto di: sindaco Basanieri e Valdichiana Media

Ha aperto al pubblico una mostra internazionale e tanto attesa: ‘Gli Etruschi maestri di scrittura’; la mostra è visibile fino al 31 luglio al Maec

CORTONA — Un evento che unisce tre Stati, Italia, Francia e Croazia e sei musei, Maec, Louvre, Losanna Mann di Napoli e Lattes Montpellier, tutti si sono ritrovati a Cortona per ‘Gli Etruschi maestri di scrittura’ una mostra attesa da anni e che finalmente vede la luce e si prensa a studiosi, appassionati e semplici visitatori.

Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti di sei musei europei, ovvero Laurent Haumesser, Conservatore sezione antichità greche etrusche e romane del museo del Louvre; Sajin Mihelic Direttore Museo Archeologico Zagabria; Paolo Giulierini Direttore del MANN di Napoli; Lionel Pernet Direttore Museo cantonale Archeologico di Losanna; Florence Millet conservatrice del Museo Archeologico di Lattes Montpellier; Paolo Bruschetti presidente del MAEC di Cortona

Per oltre trent’anni non sono state organizzate mostre internazionali sul tema della scrittura etrusca, ma alla luce delle recenti scoperte di epigrafi etrusche vicino a Montpellier e al ritrovamento a Cortona del terzo più lungo testo etrusco esistente, la Tabula cortonensis, il museo del Louvre, il museo Henri Prades di Lattes e il Maec hanno deciso di progettare questo grande evento archeologico.

La mostra ha una grande valenza scientifica in quanto è composta da alcune delle testimonianza più importanti dell’epigrafia etrusca come la Mummia di Zagabria o la lamine di Pyrgi.

Ed è proprio la Mummia di Zagabria l’elemento che sta già catalizzando l’attenzione di giornalisti e studiosi. La Mummia è arrivata per la prima volta in Italia dalla Croazia ed è il testo etrusco più lungo più conosciuto ed anche quello con la storia più sorprendete. Nel 1862 un collezionista croato ha donato al museo di Zagabria una mummia acquistata qualche anno prima in Egitto. La mummia era avvolta in strisce di lino con un testo decifrato solo nel 1892, anno in cui si capì che si trattava di un testo etrusco. Le strisce formavano originariamente un libro di lino (liber linteus), si apriva e si srotolava per leggere il testo disposto in colonne. È probabile che il libro appartenesse ad un sacerdote etrusco che aveva soggiornato in Egitto. Terminata la sua funzione il libro è stato tagliato ed utilizzato come strisce per avvolgere una mummia. La conservazione è dovuta proprio a questo utilizzo e alle temperature del Paese dove è stato ritrovato.

Nel pomeriggio la cerimonia di apertura è continuata al teatro Signorelli dove hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione Toscana e Assessore alla Cultura Monica Barni e del Andrea Pessina, soprintendente archeologico della Regione Toscana.

Proprio Barni ha sottolineato che la mostra ha una valenza scientifica ed è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni internazionali, pubblici e privati, riconoscendo negli etruschi un elemento strategico per il turismo.

La mostra sembra essere, quindi, una vera e propria sfida per un modo nuovo di costruire progetti culturali dove i musei sono protagonisti vitali ed aperti. “Cortona è al centro di un grande progetto di rilancio della cultura europea, partendo dagli Etruschi” - ha detto il sindaco Basanieri visibilmente emozionata al momento dell’apertura.

'Etruschi maestri di scrittura' intende dimostrare i progressi negli studi della sintassi e nella grammatica, dalla nascita alla morte della civiltà etrusca. Le iscrizioni sono state classificate iper settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall’ambito funerario a quello giuridico.

L’esposizione vuole trasformare il segno della scrittura etrusca in un forma d’arte, al limite del design con una grafica innovativa e coinvolgente. Numerose saranno le iniziative culturali previste per tutto il periodo dell’evento.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti degli etruschi e non solo, una delle più importanti mostre archeologiche in Italia nel 2016 di una civiltà che sta riservando grandi sorprese.

La Mummia di Zagabria
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