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lunedì 30 maggio 2016

Attualità venerdì 19 febbraio 2016 ore 16:27

Sversamenti di Monsignolo, il Consorzio precisa

Foto di: Arpat

Dopo la segnalazione di liquidi sospetti che sarebbero usciti dal depuratore e dopo i rilevamenti Arpat, il Consorzio 2 Alto Valdarno precisa

CORTONA —

Paolo Tamburini, presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno dice: «Il Consorzio ha concluso nel mese di dicembre l’intervento relativo al progetto del primo stralcio dei lavori di manutenzione ordinaria (sfalcio e taglio delle piante ed arbusti) nel tratto a monte e a valle del depuratore di Monsigliolo lungo la Reglia dei Rancoli. Basta guardare le stesse foto pubblicate da Arpat. Non c'è quindi interferenza della vegetazione sul regolare deflusso delle acque. Il ristagno delle acque non è quindi certo ascrivibile a una ipotetica “presenza di vegetazione che rallenterebbe e parzialmente inverte il fluire delle acque”, ma alla mancata pendenza del fosso in oggetto, così come verificabile dalle quote effettuate con i rilievi in campo. Infatti la pendenza media del corso d’acqua si attesta nello 0,6 per mille».

Il Consorzio aveva fatto fare delle proprie analisi necessarie per la catalogazione del materiale ferroso. «I cittadini devono sapere che dalle analisi fatte svolgere dal Consorzio per qualificare il materiale fangoso per il progetto di ripulitura della Reglia, si evidenzia la presenza di idrocarburi e metalli pesanti tali qualificati come rifiuti. Questo comporta il trasporto di tali “materiali” presso appositi siti con un notevole aggravio di costi di smaltimento».

Il lavoro terminato a dicembre non è tuttavia l'unico previsto: «Per la ricavatura e riprofilatura di questa Reglia il Consorzio ha già predisposto il secondo stralcio del progetto “manutenzione e riprofilatura della Reglia dei Rancoli” per il quale è in corso la ricerca della relativa copertura finanziaria. Si tratta di un lavoro da 80mila euro che interessa circa 2 chilometri di tratto e che tale somma non può essere imputata nei compiti di mera manutenzione ordinaria, che costituisce attività propria del Consorzio di Bonifica, in quanto si tratta di manutenzione straordinaria la cui copertura finanziaria esula dalle possibilità dirette del nostro ente».

Per quanto riguarda la qualità dell'acqua, a Tamburini viene da chiedersi come sia stato possibile lo sversamento di tali inquinanti in un corso d’acqua che sostanzialmente attraversa i campi e dice: “Il nostro Consorzio, in uno spirito di collaborazione fattiva fra enti e nell’interesse generale dei cittadini, ha comunque predisposto un progetto definitivo indispensabile a porre in essere tutte le soluzioni atte a rispondere alle problematiche evidenziate».

Infine, Tamburini sottolinea come «nella leale e corretta collaborazione fra gli enti e le istituzioni, che ha sempre contraddistinto l’attività del nostro ente, il Consorzio, vista la potenziale gravità della situazione emersa, ha messo a disposizione dei competenti organi di tutela e polizia ambientale i dati dei rilievi analitici effettuati in modo che possano essere fatte le verifiche e tutto quanto necessario per la salvaguardia della salute dei cittadini». 

Conclude Tamburini, per «riportare il problema emerso nell’indispensabile e proficua correttezza dei rapporti fra enti, funzionale, nel rispetto dei propri compiti e prerogative, a dare risposte immediate ai cittadini utenti».

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