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sabato 03 dicembre 2016

Attualità sabato 30 gennaio 2016 ore 10:00

Un Rave party incombe sulla Valdorcia

A Bagni San Filippo c’è preoccupazione per la notizia di un nuovo eventuale raduno non autorizzato previsto per il primo fine settimana di febbraio

CASTIGLIONE D'ORCIA — Il sindaco di Castiglion d’Orcia, Claudio Galletti, venuto a conoscenza dell’eventualità dell'organizzazione di un rave party si è attivato prontamente con tutte le autorità preposte e le forze dell’ordine per capire se e cosa è in via di organizzazione a Bagni San Filippo dal 6 al 9 Febbraio prossimi, in particolare al Fosso Bianco.

La notizia ha cominciato a circolare sui “social” con un invito generico ed indistinto a partecipare ad un raduno, muniti di sacchi a pelo e tende, in uno dei più bei siti naturalistici del mondo, dove l’acqua termale ha costruito uno scenario suggestivo di sedimenti calcarei.

Nella giornata di venerdì 29 gennaio il primo cittadino ha avuto contatti diretti con la prefettura, la questura, i carabinieri di Montalcino, oltre alla Polizia Municipale associata Amiata-Val d’Orcia: nessuna organizzazione o soggetto privato ha comunicato o chiesto alcunché al Comune e alle autorità preposte a vigilare sull’ordine e la sicurezza pubblica, e già questo è di per se stesso un motivo di allarme.

Il sindaco ha poi scritto una missiva ai vari soggetti istituzionali, ringraziando per l’attenzione, assicurando la massima disponibilità da parte della sua amministrazione per prevenire azioni pericolose e dannose per le persone e per l’ambiente.

A nessuno sfugge che potrebbe trattarsi, almeno nelle intenzioni, di qualcosa molto simile al rave party che lo scorso anno vide centinaia di persone, perlopiù giovani, accampati non lontano dalla” Quercia delle Checche”. La preoccupazione degli amministratori e della popolazione deriva soprattutto dal delicato equilibrio ambientale del Fosso Bianco, dove fra l’altro la friabilità del calcare depositato dalle acque ha fatto adottare da tempo un’ordinanza che vieta di salire sulle concrezioni perché sussistono rischi di crolli.

Lo spazio non risulterebbe dotato di servizi adeguati per ricevere e veder permanere per più giorni centinaia di persone.

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